Pensare una città significa avere ben chiaro quale sarà il suo volto tra 10 anni. Questo significa valorizzarne i punti di forza, coglierne le criticità, sapendole anche trasformare in opportunità e pianificando una serie di interventi connessi tra loro e capaci nell’insieme di attuare la trasformazione necessaria.

In questo senso, sarà fondamentale il recupero della fiducia dei cittadini verso la gestione della cosa pubblica. Questa fiducia, a sua volta, passa da un ritorno di credibilità della classe dirigente, attraverso il rilancio di quell’etica politica intesa  come assunzione di responsabilità nella gestione del potere per il perseguimento del bene collettivo.

In particolare, questa è una trasformazione che necessita di una grande alleanza di tutti i soggetti territoriali tra pubblico e privato che possa contribuire alla realizzazione degli obiettivi.

 

Un’alleanza in cui l’Amministrazione comunale sia regista e garante nel perseguimento del bene comune, passando  dalla consultazione alla co-responsabilità, dando ai cittadini e alle imprese la possibilità di una maggiore partecipazione nel processo di elaborazione strategica e condividendo la paternità delle decisioni con la comunità che ne è maggiormente interessata. 

 

La Pandemia ci ha fatto capire che Parma dovrà avere una governance capace di adattarsi prontamente alle  situazioni di emergenza per elaborare rapidamente le soluzioni del caso.

Sarà necessario, quindi, avere una pubblica amministrazione locale EFFICIENTE, che assolva, finalmente, al suo primario compito di essere al servizio di Cittadini e imprese.

Questa rivoluzione della pubblica amministrazione sarà accompagnata da una valorizzazione e promozione della nostra IDENTITA’ territoriale, rinsaldando i rapporti di solidarietà, fiducia e collaborazione tra i componenti della comunità e legandoli ad un comune destino di benessere e sviluppo. 

Un bene comune, questo, che potrà crescere all’interno di una comunità SICURA, in cui la repressione del crimine è anticipata da una azione di prevenzione e lotta al degrado.

Questo potrà permettere di realizzare

 

“ I QUARTIERI DELLA CITTA”, una politica di sviluppo del territorio in cui dare certamente valore e opportunità alle comunità locali di quartiere, ma avendo come obiettivo unitario l’efficienza dell’intero nucleo urbano.

 

Tuttavia, sarà il benessere della persona il bene primario, recuperandolo là dove in crisi e tutelandolo e valorizzandolo attraverso una impostazione PROATTIVA capace di intercettare il disagio ancor prima che si manifesti nella sua drammaticità.  Il benessere della  persona che assurge a bene comune, necessita di una società che recuperi il proprio ruolo di comunità  EDUCANTE, capace di rimettere la famiglia al centro dell’azione pubblica, ma soprattutto una comunità INCLUSIVA, creare un ambiente più confortevole alla vita delle persone, in cui il maggior numero di esse possa partecipare attivamente alla vita sociale, sentirsi protetta, accedere a luoghi, attività e servizi.

 

Questi importanti passaggi saranno la base per rendere la città di nuovo COMPETITIVA.

A tal fine,  bisognerà garantire la sostenibilità delle nostre eccellenze produttive, commerciali e turistiche e renderle generatrici di ricchezza, garantendo la massima accessibiltità sia dall’interno che dall’esterno grazie ad un adeguato piano di mobilità e sinergie territoriali.

 

Tale trasformazione urbana segnerà il passaggio dalla Smart City alla CITTA’ CIRCOLARE, passando a una visione in cui le tecnologie continuano ad avere un ruolo importante, ma sono inserite in una visione d’insieme in cui gli obiettivi sono di competitività economica, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, in altre parole di miglioramento della qualità della vita dei cittadini.